Glossario RSI

Il Glossario proposto da BilanciaRSI è un comodo e veloce strumento per conoscere i temi che ruotano attorno all’universo della Responsabilità Sociale d’Impresa e della Sostenibilità.


A

AA1000 (AccountaAbility 1000)

Standard di processo sviluppato dall’ISEA( (Istitute of Social and Ethical Accountability) di adozione volontaria, indirizzato principalmente ai manager e focalizzato sulla qualità dell’impegno etico e sociale, sull’auditing e il reporting, avente come obiettivo il miglioramento della responsabilità e della performance delle organizzazioni.

ACCOUNTABILITY

L’accountability può essere intesa, in riferimento ai bilanci aziendali, come il dovere e la responsabilità di chiarire e giustificare, a chi ne ha diritto, che cosa l’impresa stia facendo per rispettare gli impegni presi con i portatori di interesse, sia sul piano economico-reddituale (ad es. verso gli investitori attuali o potenziali), sia su quello socio-ambientale (es. clienti, risorse umane, fornitori, Stato/Enti Pubblici, ambiente/generazioni future).

AGENDA 21 LOCALE

Agenda 21 Locale è un Programma d’azione che promuove lo sviluppo sostenibile globale, attraverso strategie integrate, finalizzate a rovesciare gli impatti negativi che le azioni umane hanno sull’ambiente naturale e a promuovere uno sviluppo economico anche ecologicamente sostenibile. Il Programma Agenda 21 Locale, approvato a Rio de Janeiro nel 1992 e sottoscritto da oltre 170 nazioni, è un compendio delle politiche e delle azioni mirate allo Sviluppo Sostenibile e rappresenta il processo attraverso il quale gli Enti Locali operano in collaborazione con tutti i settori della comunità locale per definire piani di azione, al fine di perseguire la sostenibilità. Proprio in considerazione delle peculiarità di ogni singola città, le autorità locali di tutto il mondo sono state invitate a dotarsi di una Agenda.

ASSET INTANGIBILI

Sono quegli asset che, in maniera sempre più decisiva, concorrono a creare il valore generato dall’impresa. La loro immaterialità è legata al fatto che non sono asset fisici, che si possono, cioè, toccare (come le materie prime e i capitali), e che perciò non trovano (o in minima parte) misurazione e contabilizzazione nel bilancio civilistico. Gli asset immateriali costituiscono il “Capitale dell’Intangibile” aziendale che fa parte del Patrimonio Immateriale, secondo tre“dimensioni “ principali:
Capitale Umano: è il sapere messo in campo dalle persone, che include competenze, esperienze e qualità personali di chi opera nell’organizzazione;
Capitale Strutturale: rappresenta l’infrastruttura che consente al capitale umano di esprimere il suo potenziale e con il quale esiste una relazione di interdipendenza dinamica, composta principalmente da capitale tecnologico e da capitale organizzativo;
Capitale Relazionale: si riferisce al valore del complesso di relazioni tra un’azienda e i suoi interlocutori (clienti, consumatori, fornitori, partner commerciali).

B

BALANCED SCORECARD

Tecnica di analisi, sviluppata da Robert Kaplan e David Norton, progettata per tradurre la mission di un’organizzazione e, in generale, la sua business strategy in specifici obiettivi quantificabili e per monitorare le performance dell’organizzazione durante il perseguimento di questi obiettivi.

C

CAUSE RELATED MARKETING (MARKETING LEGATO A UNA CAUSA)

L’espressione Cause Related Marketing definisce una partnership tra un’impresa for profit e un’organizzazione non profit, che sviluppa benefici trasparenti ed equilibrati per entrambe le parti: per le prime incremento delle vendite, posizionamento differenziato della marca, per le seconde raccolta di fondi e maggior visibilità della causa.
Rispetto alle sponsorizzazioni di eventi, che spesso si esauriscono in un unico finanziamento, il Cause Related Marketing incorpora modalità più intimamente partecipative e un dialogo continuativo. Il Cause Related Marketing è uno strumento a duplice valenza: fornisce un prezioso supporto ad una causa di utilità sociale e al tempo stesso persegue gli obiettivi di marketing dell’impresa: il prodotto diventa il mezzo per trasmettere il messaggio sociale e il contributo economico è collegato in tutto, o in parte, ai risultati di vendita conseguiti.

CERTIFICAZIONE AMBIENTALE ISO 14001

Tale sigla Identifica uno standard, che fissa i requisiti di un sistema di gestione ambientale per una qualsiasi organizzazione. Lo standard ISO 14001 è uno standard certificabile, ovvero è possibile ottenere, da un organismo di certificazione accreditato che operi entro determinate regole, attestazioni di conformità ai requisiti in essa contenuti. Certificarsi secondo la ISO 14001 non è obbligatorio, ma è frutto della scelta volontaria dell’azienda/organizzazione che decide di stabilire/attuare/mantenere attivo/migliorare un proprio sistema di gestione ambientale.

CERTIFICAZIONE DI QUALITA’ ISO 9001

Insieme di norme emesse nel 1987 dall’Organizzazione Internazionale ISO (International Organization for Standardization) per standardizzare nel mondo lo scambio di beni e servizi. Le norme ISO 9000 definiscono soprattutto gli aspetti qualitativi di tale scambio ed indicano ad un’impresa le modalità per garantire un costante livello di qualità dei propri prodotti/servizi e soddisfare così le esigenze dei propri clienti. Anche l’Italia, insieme all’Unione Europea, è membro dell’ISO. Le aziende possono, volontariamente, richiedere ed ottenere una certificazione. L’atto viene rilasciato dagli Enti di Certificazione, insieme ad un apposito certificato e al suo diritto d’utilizzo.

CERTIFICAZIONE ETICA SA8000

La Certificazione etica SA8000 è uno standard di certificazione volontario per le imprese, che vogliono garantire al mercato dei consumatori (ma anche alla comunità) che i propri prodotti siano realizzati rispettando i diritti dei lavoratori in coerenza con i criteri relativi al non impiego minorile o di lavoro obbligato, al mantenimento di condizioni di salute e di sicurezza sul lavoro, alla libertà d’associazione, all’assenza di pratiche discriminatorie o coercitive, alla definizione di un orario di lavoro e di una retribuzione equa.
Lo standard SA8000, basato sulle convenzioni dell’ILO (International Labour Organization), può essere introdotto, nella sua versione attuale, da ogni tipo (enti del settore privato o del settore pubblico) e classe dimensionale (aziende di piccole o di grandi dimensioni) di organizzazione, sia nei Paesi in via di sviluppo, sia nei Paesi industrializzati. L’organizzazione che intende certificarsi deve garantire che anche la catena dei fornitori/subappaltatori, subfornitori, rispetti tali requisiti sociali. Lo standard SA8000 è stato sviluppato dal SAI (Social Accountability International), organizzazione non profit istituita nel ’97 con sede negli USA, per l’analisi e lo sviluppo di una standard di responsabilità sociale.

CERTIFICAZIONE PER LA SICUREZZA IN AZIENDA OHSAS 18001

La norma OHSAS 18001 (Occupational Health & Safety Assessment Series) rappresenta un riferimento, riconosciuto a livello internazionale, per la certificazione di un Sistema di Gestione per la Sicurezza e Salute sui luoghi di lavoro.
Il Sistema OHSAS 18001 specifica i requisiti necessari per l’adozione di pratiche gestionali orientate alla sicurezza e salute sul lavoro.

CITTADINANZA D’IMPRESA (Corporate Citizenship)

Il concetto di cittadinanza d’impresa esprime la consapevolezza che non esiste dicotomia tra lungimiranza economica e responsabilità sociale, ma la loro congiunzione, al contrario, può portare a risultati estremamente positivi. Il concetto di cittadinanza d’impresa passa e trova realizzazione in diverse e varie iniziative, tra cui: partnership e investimenti nella comunità, coinvolgimento del personale nella comunità, interventi a favore di gruppi marginalizzati, Fondazioni d’azienda e Community Foundation.

CODICE ETICO

Dichiarazione dei princìpi che guidano l’impresa nel suo operare quotidiano, rispettato da chi fa parte dell’impresa. Esso specifica cosa intenda l’impresa per responsabilità sociale e le modalità con le quali la mette in pratica nell’operare ogni giorno.

COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale. Attraverso il commercio, l’educazione e l’azione politica, esso promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l’ambiente. Il Commercio Equo Solidale ha l’obiettivo di riequilibrare i rapporti con i Paesi economicamente meno sviluppati, migliorando l’accesso al mercato e le condizioni di vita dei produttori svantaggiati, attraverso una più equa distribuzione dei guadagni. Questa tipologia di commercio si sviluppa attraverso relazioni paritarie fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: produttori, lavoratori, botteghe del mondo, importatori e consumatori.

CONFLITTO DI INTERESSI

In campo organizzativo il termine definisce la situazione che si viene a creare quando esiste un trade-off tra l’interesse personale, proprio di un membro di un Gruppo, e gli interessi globali del Gruppo stesso.

COOPERAZIONE

Forma di interazione tra individui che, dal reciproco rapporto, traggono mutuo vantaggio.

CORPORATE GOVERNANCE

La Corporate Governance in una impresa affronta la dimensione sociale connessa all’assetto della proprietà, alla struttura e alle modalità di funzionamento del Consiglio di Amministrazione (CdA), nonché ai rapporti intercorrenti fra la proprietà, il CdA e la struttura manageriale. I temi affrontati riguardano la composizione degli organi di governo, i criteri di selezione dei consiglieri di amministrazione, il ruolo dei non-executive directors, la trasparenza relativa al funzionamento degli organi di governo, la tutela degli azionisti di minoranza, i sistemi di controllo interno, le offerte pubbliche di acquisto (OPA). Un’attenzione particolare è dedicata ai problemi delle imprese a controllo familiare, spesso con la necessità di coinvolgere management professionale, di predisporre la successione, di allargare il capitale sociale – rinnovando, quindi, i propri organi di governo – per alimentare la crescita.

CORRUZIONE

Con tale termine si intende l’offerta, la promessa o il pagamento di una somma, o di un’altra utilità non dovuta, anche in natura.

CULTURE CHANGE

Si riferisce ai cambiamenti strutturali e sociali nei comportamenti, valori, norme, credenze e strutture etiche principali all’interno di un’organizzazione. Spesso si cerca di fare ciò al fine di migliorare le performance dell’organizzazione.

D

DOVERI FIDUCIARI

Sono gli interessi in nome e per conto dei quali l’impresa è gestita (vedi anche Stakeholder).

DOW JONES SUSTAINIBILITY GROUP INDEX

Il Dow Jones Sustainibility Group Index è un indice generale, flessibile, scientifico, creato all’interno dell’indice generale della Borsa di New York, con l’obiettivo di monitorare le performance di investimenti e fondi orientati verso società socialmente responsabili, nonché di offrire un metro di valutazione indipendente ed obiettivo per coloro che vogliono investire in società sostenibili.

E

EFFICACIA

E’ la capacità di conseguire gli obiettivi prestabiliti. Si misura confrontando gli obiettivi attesi con quelli programmati e dipende dal binomio obiettivi-risultati. Nel campo della qualità dei prodotti e dei servizi è la rispondenza di tale prestazione (struttura, procedura, processo, prodotto, servizio, etc.) ai suoi obiettivi prestabiliti. Quando il cliente è soddisfatto vi è coincidenza tra efficacia e qualità.

EFFICIENZA

Significa fare le cose nel miglior modo possibile. E’ la relazione input-output, cioè il rapporto tra le risorsi consumate (input) ei risultati ottenuti (output), E’ un indice di rendimento e/o di produttività, in quanto è una misura di processo. E’ indipendente dal fatto che l’output ottenuto debba coincidere con quello programmato. Quindi, è il rapporto tra le prestazioni di un sistema e l’insieme delle risorse impegnate per la sua realizzazione.

ESG – ENVIRONMENTAL, SOCIAL and GOVERNANCE

Il termine ESG indica gli aspetti organizzativi aziendali legati alle politiche ambientali, sociali e di governance. L’acronimo è utilizzato principalmente in riferimento agli investimenti sostenibili e responsabili (SRI, Socially Resposible Investment) che tengono conto di indicatori di performance ambientali, sociali e di governance per valutare il potenziale delle aziende non esclusivamente da un punto di vista finanziario.

EXTERNALITIES

Conseguenza di attività economiche che vengono subite da terzi non correlati (o dall’ecosfera) e il cui costo è supportato da una parte mentre i benefici vengono colti da un’altra parte. Un’esternalità può essere sia positiva che negativa.

F

FORMAZIONE ETICA

Mette a disposizione i concetti per comprendere i dilemmi etici e quelli dell’opportunismo. Sviluppa la capacità di riferire situazioni concrete ai principi. Ha la funzione di sviluppare consapevolezza etica. Rafforza la cultura d’impresa. Supporta le decisioni etiche.

FUND RAISING

Il termine Fund Raising indica la ricerca e la raccolta di fondi, mediante donazioni, contributi offerti da privati cittadini ed imprese, per finanziare le attività e garantire la sostenibilità di fondazioni, associazioni, onlus, che operano senza scopo di lucro.

G

GBS

E’ uno standard, elaborato dal “Gruppo di Studio per la statuizione dei principi di redazione del Bilancio Sociale” che definisce una serie di principi da osservare nella predisposizione del Bilancio Sociale. Secondo tali principi nel Bilancio Sociale vengono descritte l’Identità aziendale, la produzione e la distribuzione del valore aggiunto, i risultati raggiunti in coerenza con gli obiettivi prefissati ed in rapporto ai differenti stakeholder. Sono altresì previste parti integrative riguardanti l’opinione degli stakeholder in merito al documento, nonché i commenti e gli obiettivi di miglioramento.

GLOBAL COMPACT

Progetto delle Nazioni Unite che si prefigge di avvicinare le aziende alle organizzazioni internazionali per incentivare la creazione di partnership e favorire un mercato più inclusivo ed equo.

GRI (Global Reporting Initiative)

La Global Reporting Initiative (GRI) è un standard di contenuto multi-stakeholder, internazionale, di lungo periodo, per lo sviluppo e la divulgazione globale di Linee Guida per i Rapporti di Sostenibilità. Le Linee Guida sono destinate all’uso volontario da parte di organizzazioni per la divulgazione relativa alle dimensioni economiche, ambientali e sociali delle loro attività, dei loro prodotti e dei loro servizi ed il loro obiettivo è quello di assistere le organizzazioni ed i loro stakeholder nell’articolare e comprendere il contributo delle stesse organizzazioni allo sviluppo sostenibile.

GREEN WASHING

Quando un’organizzazione dà di sè l’immagine di attore responsabile dal punto di vista ambientale – in particolare attraverso pratiche di external branding, pubblicità, rendicontazione e marketing – ma questa comunicazione non è coerente con le pratiche, le strategie e i comportamenti interni.

I

IDENTITA’ AZIENDALE

Esplicitazione dell’assetto istituzionale, della missione, dei valori etici di riferimento e del piano strategico di una organizzazione.

IMPATTO AMBIENTALE

L’impatto ambientale è “l’azione di una causa fisica sull’ambiente naturale”. Tale definizione viene intesa in un’accezione assolutamente neutra, anche se il termine “impatto” porta con sé una leggera connotazione negativa.

ISR – INVESTIMENTI SOCIALMENTE RESPONSABILI

L’acronimo ISR indica i cosiddetti Investimenti Socialmente Responsabili, detti anche Investimenti Sostenibili o Ambientali.
L’Investimento Socialmente Responsabile (ISR) è la pratica in base alla quale considerazioni di ordine ambientale, sociale o etico vengono introdotte nel processo decisionale di scelta o di mantenimento di un investimento, nonché nell’esercizio dei diritti connessi alla proprietà dei titoli.
(definizione dell’UK Social Investment Forum).

INVESTITORE ETICO

L’investitore etico è colui che non è unicamente interessato al rendimento delle proprie azioni, ma desidera conoscere le ragioni di fondo di questa redditività che discendono dalle caratteristiche dei beni prodotti, dalle modalità di produzione di tali beni, dalla localizzazione dell’azienda.

INVESTIMENTO SPECIFICO

Assistiamo alla specificità di un investimento quando una parte investe energie e risorse nella relazione contrattuale con un altro agente, tali da acquisire una competenza e un ritorno di surplus che non si realizzerebbe in un’ altra relazione. Per cui è logico comprendere che la parte che effettua un investimento di tale portata ha convenienza che il rapporto contrattuale non venga rotto, in quanto avrebbe un danno maggiore di quello relativo a qualsiasi altro rapporto contrattuale.

K

KEY PERFORMANCE INDICATORS (KPI)

Sono indicatori specifici preposti a misurare e rilevare i dati quali-quantitativi che sviscerano i risultati della gestione economica-sociale-ambientale dell’impresa.

L

LIBRO VERDE

Presentato dalla Commissione Europea nel luglio 2001, verte sul tema della responsabilità sociale delle imprese, sottolineando l’importanza dei codici di condotta e la necessità di una adeguata progettazione e attuazione di questi standard volontari, affinché possano integrare le richieste minime imposte dalla legge.

LINEE GUIDA DELL’OCSE

Sono raccomandazioni rivolte dai Governi alle imprese multinazionali. Esse enunciano princìpi e norme volontari per il comportamento responsabile delle imprese nell’adempimento delle leggi applicabili. Alla base dell’elaborazione delle linee guida OCSE vi è la profonda convinzione da parte dei Paesi Membri, che hanno sottoscritto tali Linee Guida, che le imprese multinazionali possono, attraverso una corretta gestione delle loro attività, contribuire in modo decisivo allo sviluppo economico, sociale ed ambientale della società e dell’economia mondiale.

LINEE GUIDA ISO 26000

Linee guida sulla responsabilità sociale d’impresa in corso di realizzazione a cura dell’ISO (International Organization for Standardization). Contrariamente alle norme ISO 9000 e ISO 14000, la ISO 26000 non costituirà sistema di gestione e perciò non sarà certificabile. Essa fornisce infatti linee guida obiettive e applicabili a tutte le tipologie di organizzazioni (profit, non profit, pubbliche) e non solamente a quelle produttive, come invece accadeva per la certificazione SA 8000. Le linee guida ISO 26000 sono realizzate mediante un approccio partecipativo e multistakeholder, attraverso il contributo di 400 esperti in rappresentanza di Paesi sia industrializzati che in via di sviluppo e a differenza della certificazione SA 8000, che privilegia principalmente gli stakeholder legati alla dimensione interna (risorse umane e collaboratori), si apre anche ad una prospettiva esterna (ambiente, consumatori, comunità). Entrerà in vigore nel 2010.

M

MADE IN ITALY

Termine che inizia ad essere utilizzato per definire un elemento assolutamente caratteristico del sistema produttivo italiano e la sua specializzazione internazionale nei settori manifatturieri, cosiddetti tradizionali (moda e arredo-casa), nonchè nell’agro-alimentare e nella meccanica leggera.
Gli anni ’90 sono stati il momento della piena affermazione mondiale del Made in italy sotto il cui nome andavano accomunate tutte le eccellenze del sistema produttivo italiano, viste nel loro insieme.
L’espressione Made in Italy, quindi, denota un qualcosa di ben più importante di un mero marchio di origine. È diventato un sinonimo di leadership, di qualità ed affidabilità universalmente riconosciute. In particolare la rilevanza del Made in Italy è cresciuta in misura direttamente proporzionale con il numero della PMI del territorio italiano, vere e proprie fucine di sapere e saper fare, di innovazione e qualità dei prodotti, capaci di generare posizioni di leadership nella produzione e nel commercio mondiale.

MISSIONE

Risponde all’esigenza di definire ed identificare lo scopo della cooperazione tra gli stakeholder. È il nucleo che giustifica l’operare dell’impresa intorno al suo core business. La missione stabilisce finalità e scopi fondamentali che l’impresa intende perseguire e le conseguenze che intende generare attraverso le sue attività; essa è la ragione d’essere delle attività intraprese dall’organizzazione.

MODELLO ORGANIZZATIVO EX D.LGS 231

Modello organizzativo formalizzato dal D.Lgs. 231/01 che introduce, per la prima volta nel nostro ordinamento, l’obbligo di dover rispondere in quanto persona giuridica per i reati commessi all’interno della propria struttura. Il D.Lgs. 231/01 ha però previsto una sorte di paracadute: le aziende possono cautelarsi adottando e facendo rispettare modelli di organizzazione e gestione interna.

N

NON PROFIT

Derivante dalla lingua latina, Profit (forma contratta della terza persona singolare, modo indicativo, tempo presente, del verbo “proficere” che significa avvantaggiare) è confluita nel vocabolario anglosassone, tra il Cinquecento e il Seicento. Non profit, termine d’origine americana più che anglosassone, sta ad indicare le Non Profit Organizations, quegli enti che operano, cioè, senza avere per fine primario il conseguimento del profitto (il termine scientificamente più usato è, infatti, Not for Profit).

P

PRINCIPI FONDAMENTALI DELL’ILO

Dichiarazione di principi e diritti fondamentali nel mondo del lavoro presentata dall’International Labour Organization, aventi per oggetto la libertà di associazione sindacale e il diritto di contrattazione collettiva, l’eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato, l’abolizione effettiva del lavoro minorile, l’eliminazione della discriminazione in materia di lavoro e di impiego.

PRI – PRINCIPLES FOR RESPONSIBLE INVESTMENTS

UN PRI è un’iniziativa di investitori etici nata nel 2006, frutto di una partnership tra UNEP e Global Compact , con l’obiettivo di fornire un quadro operativo, attraverso la dichiarazione di sei principi, per integrare considerazioni ambientali, sociali e di governance nel management dei portafogli d’investimento.

PROGETTO CSR-SC DEL MINISTERO DEL WELFARE

Progetto avviato nel 2002 dal Ministero del Welfare, che trae origine dal crescente impegno della comunità internazionale per adozione di comportamenti etici ed eco-compatibili da parte delle imprese.
Nell’elaborazione delle linee d’azione del programma si è partiti dalla definizione di CSR contenuta nel Libro Verde della Commissione Europea. Elementi fondamentali del Progetto sono il carattere della volontarietà dell’ Organizzazione nell’approccio alla CSR e la promozione della cultura della responsabilità sociale nel sistema economico nazionale. Gli obiettivi del progetto si esplicitano in una  diffusione della cultura della CSR, dello sviluppo sostenibile e dello scambio di buone pratiche, nonché nell’offrire un supporto alle PMI nello sviluppo delle politiche e strategie di CSR, tramite la diffusione di un set di indicatori standard (Social Statement) semplice e flessibile.

PRODOTTI DI FINANZA ETICA

Prodotti etici in senso stretto: incorporano la garanzia per l’investitore di un uso moralmente corretto del denaro;
Prodotti indirizzati: destinano il capitale raccolto per il sostegno di specifiche attività socialmente utili;
Prodotti umanitari: pensati e prodotti con l’obiettivo di incrementare le risorse destinate alla solidarietà internazionale. Il finanziamento è rivolto a imprese senza scopo di lucro.

PRODOTTI CREATI CON CRITERI DI RESPONSABILITA’ SOCIALE O AMBIENTALE

Tale espressione denota tutti quei prodotti che sono stati creati dall’impresa con una attenzione particolare alla salvaguardia dell’ambiente (es. materie prime biodegradabili), o con forti connessioni allo sviluppo di un impegno filantropico verso categorie sociali più svantaggiate.

PROFESSIONALITA’

Spazio operativo riconosciuto ad un soggetto, all’interno di un’organizzazione, che risulta da un mix di competenza, capacità e atteggiamenti. Si realizza su tre direttrici principali: il contributo tecnico specifico dell’attività professionale; l’operatività quotidiana; la managerialità e la leadership.

Q

Q-RES

Progetto elaborato dal Professore L. Sacconi. Il progetto si caratterizza come la proposta di “attuare un sistema di gestione strategico ai fini della responsabilità sociale d’impresa”.

R

RATING ETICO

Metodo utilizzato per classificare sia le politiche e programmi degli stati che le attività delle imprese in base al loro grado di responsabilità sociale dell’azienda. Il rating etico diviene uno strumento importante per valutare il livello di responsabilità sociale dell’impresa, ma si profila anche come uno strumento di gestione di importanti asset strategici, consentendo di individuare punti di forza e punti di debolezza, rischi ed opportunità di determinate politiche di responsabilità sociale.

RENDICONTAZIONE ETICO-SOCIALE

Predisposizione di un sistema di misurazione e di raccolta sistematica, organizzazione e comunicazione dei dati rilevanti, relativi all’impatto delle attività dell’impresa sul benessere dei vari stakeholder. Rende possibile la formazione di un giudizio complessivo circa la corrispondenza con i principi. Inoltre coinvolge gli stakeholder nel dialogo.

RESPONSABILE ETICO (Ethics Officer)

Figura professionale predisposta per attuare, monitorare e diffondere il rispetto e la conformità al Codice Etico. Affianca in aula il docente etico per la formazione del personale in materia perché possa discutere e concordare il programma, garantire le necessarie contestualizzazioni delle attività formative in relazione alla storia e alla cultura d’impresa. Risponde a quesiti o segnalazioni da parte dei collaboratori d’azienda (comportamenti non conformi, ogni eventuale violazione del Codice Etico da parte di chiunque operi in nome o per conto dell’impresa, ecc). Ha la responsabilità operativa del programma etico aziendale e istruisce l’attività del Comitato Etico, ne attua le decisioni e lo informa sulle proprie attività, riporta all’Amministratore Delegato e al C.d.A.

RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA

Non esiste una definizione univoca per esplicitare tale locuzione. In generale con tale termine si esplicita la convinzione, sempre più diffusa, che le aziende debbano prestare la giusta attenzione ad un ampio ventaglio di portatori di interessi (stakeholder) quali lavoratori, consumatori, ambiente, comunità, poiché il loro benessere dipende, direttamente o indirettamente, dall’attività caratteristica dell’impresa.
Il “Libro Verde” Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese, pubblicato dalla Commissione Europea il 18 luglio 2001, definisce la Responsabilità sociale delle imprese come la “decisione volontaria di contribuire al progresso della società e alla tutela dell’ambiente, integrando preoccupazioni sociali e ecologiche nelle operazioni aziendali e nelle interazioni con gli stakeholder”.

REPORT DI SOSTENIBILITA’ / SOCIALE/ AMBIENTALE (BILANCIO DI SOSTENIBILITA’ / SOCIALE/ AMBIENTALE )

Il Bilancio di Sostenibilità (o Bilancio Sociale ) è un utile strumento di comunicazione e dialogo con gli stakeholder, che mira a delineare un quadro puntuale della complessa interdipendenza tra i fattori economici, sociali e ambientali connaturati alla gestione, fungendo anche da strumento di gestione a supporto alle decisioni strategiche e favorendo la diffusione della corretta percezione del valore dell’impresa. La sua realizzazione è volontaria e integra il bilancio d’esercizio.

REPORT SULL’INTANGIBILE (BILANCIO INTANGIBILE)

Strumento di misurazione, rendicontazione, controllo e gestione degli asset intangibili (vedi voce correlata) che concorrono al giorno d’oggi a creare la maggior parte del valore di mercato di una organizzazione: oltre il 75%  (R. Kaplan, B Lev).

S

SOSTENIBILITA’

Azioni e approcci adottati dalle organizzazioni compatibili con, e contribuenti allo, sviluppo sostenibile.

SVILUPPO SOSTENIBILE

Nel 1987 la Commissione Brundtland lo ha definito come un processo in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza rischiare di negare lo stesso diritto alle generazioni future ribadendo, dunque, quella necessità di azione sinergica tra sviluppo tecnologico-impresa-ambiente-società-istituzioni. Secondo quest’ottica non si può parlare di sviluppo qualora questo non si realizzi entro la capacità di carico dell’ecosistema, non rispetti le fondamentali leggi dell’economia e non miri alla promozione della dignità umana in tutte le sue forme.

STAKEHOLDER

Gruppo di soggetti i cui interessi e pretese sono “posta in gioco” nella gestione dell’impresa, sia a causa degli investimenti specifici che essi intraprendono per effettuare le transazioni con l’impresa o nell’impresa, sia a causa dei possibili effetti esterni, positivi o negativi, delle stesse transazioni effettuate dall’impresa, che ricadono su di loro (vedi anche Dovere Fiduciario).

STAKEHOLDER ENGAGEMENT

Componente fondamentale per realizzare un approccio consapevole alla responsabilità sociale è il coinvolgimento progressivo degli interlocutori (interni ed esterni) e l’eventuale rilevazione delle aspettative legittime e del grado di soddisfazione generato dalle scelte strategiche dell’Organizzazione.
La rilevazione del consenso, insieme all’analisi dell‘andamento dei KPI, fornisce all’organizzazione un ricco patrimonio di informazioni, utili per definire con maggiore puntualità gli obiettivi di miglioramento che orientano la gestione futura.

STRATEGIA

Insieme di decisioni sugli obiettivi dell’organizzazione, sul loro cambiamento, sulle risorse da impiegare e sulle politiche da attuare per la loro acquisizione, assegnazione e utilizzo all’interno dell’organizzazione.

SUPPLY CHAIN

Sistema di organizzazioni, persone, tecnologia, attività, informazioni e risorse coinvolte nella produzione di un prodotto o servizio.

T

TRIPLE BOTTOM LINE

L’ultima riga del conto economico, che evidenzia il solo risultato economico (the bottom line), quindi non esprime più il valore reale creato dall’impresa. Essa deve essere integrata con aspetti sociali ed ambientali affinché si possa misurare il valore reale sostenibile che produce l’impresa (triple bottom line).

V

VALORE AGGIUNTO

Misura la ricchezza prodotta dall’azienda nell’esercizio, con riferimento agli interlocutori (stakeholder) che partecipano alla sua distribuzione.

VALORI

Identificano i tratti culturali che caratterizzano l’impresa come insieme organizzato di individui, volti al perseguimento della missione. Essi, quindi, sono indissolubilmente legati al concetto di missione, poiché denotano il modus operandi dell’impresa. I valori, infatti, esplicitano la missione e, in definitiva, riflettono la cultura e la tradizione che guidano il comportamento dell’impresa e di quanti operano in essa e per essa. In particolare i valori etici definiscono doveri e responsabilità nei rapporti fra l’impresa e i suoi stakeholder.

VERIFICA ESTERNA

Attività svolta da un ente terzo per accettare la conformità degli strumenti di responsabilità etico-sociale adottati dall’impresa. Genera credibilità e reputazione e stimola il miglioramento continuo.

VISIONE

Riunisce e supera sia missione che valori. La visione d’impresa identifica un criterio di bilanciamento tra i molteplici diritti e le molteplici pretese dei vari stakeholder, componendo in un quadro unitario di tipo strategico la missione e i valori dell’impresa. Essa stabilisce la modalità secondo la quale l’impresa intende perseguire la sua missione e giustifica la partecipazione degli stakeholder alla realizzazione della missione stessa. Il criterio di bilanciamento definisce l’identità dell’impresa. Così la visione etica è la guida fondamentale nelle scelte dell’impresa.