Modello Organizzativo 231/2001: punto di incontro tra RSI e Responsabilità Amministrativa dell’Ente

Bilanciarsi Valore Sostenibile
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30 Gennaio 2009
8 min di lettura

Premessa:

Il Modello Organizzativo di Gestione e Controllo dei reati previsti dal Decreto Legislativo del giorno 08 giugno n. 231 del 2001 mira ad assicurare la messa a punto di un sistema modulato sui criteri specifici, definiti dal tale decreto, concernente la disciplina della responsabilità amministrativa delle società per tutta una serie di reati.
I principi del Decreto si applicano a  quelle organizzazioni che hanno una personalità giuridica ad eccezione dello Stato, degli Enti pubblici non economici e territoriali e dagli Enti che assolvono a funzioni specificatamente costituzionali.
Il Modello Organizzativo di Gestione e Controllo Ex.D.Lgs 231/2001 trova applicazione soprattutto in riferimento a quelle società che hanno come interlocutore la Pubblica Amministrazione e contro di essa possono potenzialmente commettere alcune tipologie di reati.
Se, tuttavia, la Società dimostra di avere adottato un modello di gestione e prevenzione dei reati corruttivi previsto dall’Ex D.Lgs 231/2001, tale responsabilità viene esclusa, evitando pesanti sanzioni a carico dell’Ente.

I soggetti e le tipologie di reato

La responsabilità amministrativa dell’Ente si verifica, secondo i principi dell.Ex D.Lgs 231/2001, per tutti quei reati commessi a vantaggio o nell’interesse dell’Ente stesso, da parte dei soggetti in posizione di vertice (legali rappresentanti, amministratori o dirigenti centrali o a capo di unità organizzative dotate di autonomia finanziaria e funzionale, compresi coloro che esercitano, anche di fatto, poteri di gestione e di controllo), oppure dai soggetti subordinati ai funzionari in posizione di vertice, qualora il reato sia stato commesso poiché questi ultimi non hanno osservato diligentemente gli obblighi di direzione e vigilanza.
Quali reati sono contemplati dall’Ex. D.Lgs 231/2001? Essi sono molteplici e si organizzano nelle seguenti fattispecie:

E’ da sottolineare, inoltre, che le decisioni quadro sviluppate dal Consiglio dell’Unione Europea prevedono (dal 2005) il perseguimento in sede penale per le società che attuino comportamenti contrari alla tutela dell’ambiente ed i fenomeni di corruzione nel settore privato.

Le sanzioni previste dal Modello Organizzativo di Gestione e Controllo

La società colpevole dei reati sopra esposti incorre in una serie di sanzioni più o meno pesanti che spaziano dall’applicazione di:

È bene precisare che solo quando il reato sia stato compiuto da parte di determinati soggetti collegati alla società e che la condotta illecita sia stata realizzata nell’interesse o a vantaggio della società stessa, esiste la sua responsabilità amministrativa.

Il concetto di “interesse” si sostanzia nella volontà dell’autore (persona fisica) materiale del reato, di attivarsi avendo come fine della sua azione la realizzazione di uno specifico interesse dell’ente.
Il concetto di “vantaggio”, invece, fa riferimento ai risultati effettivi della condotta dell’autore del reato.

La responsabilità amministrativa della Società incorre anche nei casi in cui l’ìautore del reato, pur non avendo direttamente di mira un interesse dell’ente, realizza comunque un vantaggio in suo favore.

La funzione preventiva del Modello Organizzativo di Gestione e Controllo

La società si trova, quindi, di fronte alla gestione di una situazione complessa, derivante dal comportamento delle persone che in essa operano. Tale organizzazione può essere esonerata dalla sanzioni precedentemente espresse, qualora dimostri di avere implementato un Modello Organizzativo di Gestione e Controllo idoneo ed in particolare qualora l’organizzazione chiarisca che:
1. l’organo dirigente, antecedentemente alla commissione del fatto, ha adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quelli verificatisi;
2. è presente un organismo interno dotato di poteri autonomi di iniziativa e controllo, col compito di vigilare sul funzionamento, l’efficacia e l’osservanza dei modelli nonché di curare il loro aggiornamento;
3. le persone fisiche hanno commesso il reato eludendo i modelli di organizzazione e di gestione in modo fraudolento;
4. da parte dell’organo di cui al punto 2 non c’è stata omissione o inefficacia di vigilanza.

I contenuti e le funzioni principali del Modello Organizzativo di Gestione e Controllo

Il D.Lgs. 231/2001 delinea anche il contenuto che deve caratterizzare e sostanziare i modelli di organizzazione e di gestione. In relazione all’estensione dei poteri delegati ed al rischio di commissione dei reati, le società devono:

Responsabilità Sociale d’Impresa e Responsabilità Amministrativa: una forte connessione

Appare logico che la realizzazione dei modelli di organizzazione e di gestione possono essere adottati anche sulla base della realizzazione di un preciso Codice Etico, fondamentale strumento di Responsabilità Sociale d’Impresa. che mira, tra l’altro, a disciplinare e chiarire il modello di comprtamento dei dipendenti in relazione ai rapporti con gloi stakeholder della società (Pubblica Amministrazione, clienti, fornitori, ecc).

Si comprende, quindi come la responsabilità amministrativa dell’Ente e la responsabilità sociale d’impresa siano fortemente collegate tra loro. La gestione di efficaci politiche di RSI possono, infatti, sia incentivare che facilitare la società nella realizzazione di un Modello organizzativo di Gestione e Controllo idonea a prevenire la sua responsabilità amministrativa e le conseguenti sanzioni previste dal D.Lgs 231/2001.

I benefici del Modello Organizzativo di Gestione e Controllo

L’applicazione del Modello Organizzativo di Gestione e Controllo Ex. D.Lgs 231/2001 può apportare alla Società che lo attua, indubbi benefici, tra i quali si ricordano:

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