Da pochi giorni l’istituto Nielsen ha pubblicato l’edizione 2015 del Nielsen Global Survey of Corporate Social Responsibility and Sustainabilityuno studio frutto di 30.000 interviste condotte a individui provenienti da 60 nazioni (fra cui l’Italia).

Nella survey, volta ad analizzare il comportamento dei consumatori nei confronti dei temi di responsabilità sociale dei produttori del largo consumo,  sono stati coinvolti 1.319 brand afferenti a 13 categorie di prodotti diversi.

Le risultanze dell’indagine globale ci mostrano che l’impegno verso un comportamento aziendale sostenibile favorisce i brand; infatti – secondo le stime raccolte e relative all’anno scorso, globalmente le vendite di prodotti dei marchi che dimostrano di impegnarsi in politiche di sostenibilità sono cresciute di più del 4%, rispetto alle vendite di marchi meno impegnati che hanno registrato una percentuale di crescita dell’1%.

Si può quindi immaginare che la responsabilità sociale d’impresa abbia un effetto positivo sul fatturato, visto che le interviste fanno emergere che il 66% dei consumatori dichiara di essere disposto a pagare di più per un brand “responsabile”: un trend in aumento dal 55% del 2014 e dal 50% del 2013.

L’aspetto interessante dello studio Nielsen è la correlazione che si intravede fra aree ad alto tasso di urbanizzazione e crescita demografica e la maggiore preferenza per i marchi responsabili: esiste un gap importante fra le percentuali di intervistati disposte a pagare di più per un brand responsabile in Nord America ed Europa (44% e 51% rispettivamente) e quelle relative ai delle zone Asia Pacifico e Sud Est Asiatico (76% e 80% rispettivamente). Fra questi due poli si collocano i paesi Sudamericani, Africani e mediorientali (con percentuali di preferenza del 71% e 75% rispettivamente). Simili differenze sono imputabili ad un tasso di urbanizzazione tanto alto da comportare impatti sia sull’ambiente che sulle persone.

Per quanto riguarda il nostro paese, le percentuali italiane sono in linea con quelle europee, con il 52% (trend in crescita rispetto al 32% del 2013) dei consumatori disposti ad attribuire un prezzo maggiore ai prodotti che offrono benefici collettivi.

Quali sono, quindi, i fattori che giustificano l’acquisto di prodotti sostenibili rispetto ad altri? Lo studio ha valutato l’importanza di fattori quali l’impegno sociale o ambientale dei brand e dei prodotti sulle motivazioni d’acquisto, facendo emergere che:

  • In Italia, la freschezza e presenza di ingredienti naturali/biologici è l’elemento più importante per un prodotto (61%), seguito dalla presenza di benefici salutistici (53%).
  • Gli italiani giudicano gli aspetti legati alla protezione dell’ambiente  più importanti di quelli legati all’impatto sociale.
  • L’impegno etico ripaga anche in termini di messaggio pubblicitario: il 17% degli intervistati acquista dopo avere visto la pubblicità del prodotto, ma il 21% aquista se la pubblicità riguardava l’impegno sociale/ambientale del produttore.
  • Il consumatore richiede sempre più prodotti buoni per l’acquirente, ma anche per la comunità e l’ambiente.

La buona notizia per il nostro paese è che i dati raccolti relativamente ai consumatori nostrani delineano un trend in continua crescita, che equivale ad un’opportunità per i produttori, sia in termini di maggior potenziale di fatturato che per creare le basi per una crescita sostenibile dell’azienda stessa.

 

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