Si parla, spesso, di Responsabilità Sociale d’Impresa come strategia ed impegno volontario da parte di una organizzazione di soddisfare le aspettative dei propri portatori di interesse, (es. consumatori, comunità, dipendenti), al di là degli obblighi di legge.

In questo senso la RSI risulta un complemento agli obblighi normativi imposti all’impresa. Si potrebbe, a ragione parlare di RSI post- normativa, ovvero di responsabilità volontaria dell’impresa a “fare di più”, andando oltre i termini dettati dalla legge. In proposito, in relazione all’intensità dei comportamenti responsabili adottati dall’impresa e al tempo di attuazione, si parla di un livello 1, 2 e 3 ad indicare rispettivamente:

  • liv 1: RSI non strategica (1-3 anni): attuata, cioè, dall’impresa sporadicamente e non agganciata  alla sua attività primaria.
  • liv 2: RSI strategica (3-5 anni): attuata dall’impresa costantemente nel tempo, ogni anno per esempio, interiorizzata nelle procedure aziendali, considerata come una vera e propria strategia aziendale per migliore il business di riferimento.
  • liv 3: RSI competitiva (da 5 anni): la RSI è considerata una vera e propria leva competitiva capace di distinguere l’impresa dai concorrenti e di generare un beneficio in termini economici, motivazionali e di immagine. La strategia aziendale è fortemente orientata sullo sviluppo di queste tematiche e le procedure aziendali organizzate per attuarle.

Tuttavia, si può parlare anche di RSI pre-normativa. In particolare, a questa tipologia di impulso fanno riferimento le Linee Guida OCSE, documento che, al giorno d’oggi incarna meglio il concetto di RSI a livello mondiale .

Il documento è stato redatto dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) con lo scopo di sensibilizzare le imprese multinazionali ad un comportamento responsabile delle loro azioni nei Paesi in cui esportano le proprie attività. Lo scopo è quello di contribuire a realizzare, attraverso l’azione virtuosa delle imprese, uno sviluppo mondiale più sostenibile ed equilibrato.

Le Linee Guida, inoltre, nell’enunciazione di una serie di principi di buon comportamento delle imprese multinazionali nei confronti dei soggetti dei Paesi in cui delocalizzano i propri stabilimenti e le proprie produzioni, tengono in forte considerazione quei Territori in via di sviluppo, in cui la struttura normativa (in particolare quella riferita alla tutela dell’ambiente e del territorio e delle relazioni industriali) è ancora carente o debole.

In questo senso l’OCSE, afferma, all’interno delle Linee Guida, che i comportamenti responsabili dell’impresa multinazionale nei confronti, per esempio, dell’ambiente e dei lavoratori, costituirebbero un modello che i Governi del Paese in via di sviluppo potrebbe seguire per impostare una normativa nazionale.

In questo senso, quindi, si può parlare di impulso pre-normativo della RSI, poichè essa, in questo caso sarebbe propedeutica e antecedente alla formazione di una legislazione nazionale sugli importanti temi trattati nel documento.

per maggiori informazioni: www.pcnitalia.it

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