La Survey condotta da KPMG sulla rendicontazione di sostenibilità del 2013, pubblicato recentemente, ha rivelato che la maggioranza delle aziende più grandi al mondo si dedica anche alla rendicontazione degli aspetti di responsabilità sociale.  Stando ai dati raccolti nello studio,delle 250 più grandi aziende al mondo, un impressionante 93% pubblica i report annuali. La buona notizia è che, a livello globale, la percentuale di grandi aziende che rendicontano la propria sostenibilità si attesta al 71%. Le nazioni appartenenti alla regione Asia – pacifico ha visto l’aumento maggiore, passando da un 49% nel 2011 al 71% degli ultimi due anni.

 Anche la tendenza a preferire l’audit di terza parte per i report di sostenibilità è in aumento e vede il 59% delle 250 più grandi aziende al mondo procedere a questa scelta. Infatti, sempre più imprese integrano la corporate responsibility nella loro strategia di business e nelle operazioni e ciò induce i manager a cercare l’asseverazione di terza parte per conferire maggiore certezza alle informazioni di CSR e per dimostrare che l’organizzazione si impegna seriamente tanto nella rendicontazione delle informazioni finanziarie quanto nella rendicontazione delle informazioni non finanziarie.

 Le imprese che rendicontano le proprie performance sostenibili tendono ora a considerare questioni come il cambiamento climatico più come opportunità che come rischi, rispetto a quanto avveniva in passato. In particolare, secondo KPMG, l’80% degli intervistati riporta di aver implementato strategie per gestire i rischi e le opportunità, intravedendo, in queste ultime:

–       Innovazione nella forma di nuovi prodotti e servizi (72%)

–       Possibilità di rafforzare il marchio e la reputazione (51%)

–       Maggiori quote di mercato (36%)

–       Possibilità di abbattere i costi (30%)

–       Maggiore accesso ai capitali e più valore per gli azionisti (12%)

 In ogni caso, in termini di qualità della rendicontazione, le imprese possono ancora molto migliorare – su un totale di 100 punti, il punteggio medio assegnato da KPMG alle 250 più grandi aziende è di 59. Le organizzazioni che operano nei settori dell’elettronica/computer, in quello estrattivo e in quello parafarmaceutico producono i bilanci di responsabilità sociale migliori e totalizzano un punteggio medio rispettivamente di 75, 70 e 70. Le aziende dei settori Oil/gas, metalli, ingegneria/manifattura e costruzioni si sono posizionate al di sotto della media, con un punteggio di 55, 55, 48 e 46 rispettivamente. Nei processi di rendicontazione, sono stati prediletti gli obiettivi e gli indicatori di sostenibilità e di materialità, mentre la rendicontazione relativa alla supply chain, alla governance e ai processi di stakeholder engagement può ancora essere migliorata.

 Il Global Reporting Initiative – GRI rimane il framework di rendicontazione volontaria più utilizzato e preferito dall’82% dei rispondenti al sondaggio. Un dato interessante è che le imprese intendono integrare i report di sostenibilità con i report finanziari nei prossimi anni, anche in base allo standard del GRI. Da sempre, l’obiettivo del GRI è proprio quello di elevare le informazioni relative alla sostenibilità allo stesso livello delle informazioni finanziarie e di renderle disponibili per tutti gli stakeholder. 

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