Cosa si intende per parità di genere?

La parità di genere riguarda oggi tutta la società e non solo le donne. La promozione dell’uguaglianza di genere, insieme all’avanzamento economico e sociale, è considerato fondamentale per raggiungere lo sviluppo sostenibile sia a livello nazionale che internazionale: rimuovendo le barriere che impediscono alle donne di accedere – nello stesso modo che agli uomini – alle risorse di capitale finanziario, alle opportunità economiche e ai diritti umani, consentirebbe alle economie di porre basi per uno sviluppo duraturo e di migliorare la crescita finanziaria.

La parità di genere interessa anche il fenomeno socio-strutturale che comprende tutte le forme di differenziazione che riguardano un soggetto, in quanto membro delle diverse categorie sociali a cui appartiene, principalmente tre:

  1. classe sociale, riferita alle condizioni materiali di esistenza di quella categoria sociale denominata “classe”, particolarmente rilevante in un momento come quello attuale, di crisi economica;
  2. genere e sessualità, compreso l’orientamento sessuale;
  3. etnia, riferendosi alle dimensioni spirituali o simboliche.

A livello globale, risulta che le donne abbiano meno opportunità di partecipazione economica rispetto agli uomini, un minore accesso all’istruzione di base e superiore, maggiori rischi per la salute e la sicurezza e una minore rappresentanza politica. Ecco che, diventa fondamentale garantire i diritti delle donne per dare loro l’opportunità di ottenere l’uguaglianza di genere, ma anche per raggiungere un’ampia gamma di obiettivi di sviluppo internazionale. Donne e ragazze responsabili contribuiscono alla salute e alla produttività delle loro famiglie, comunità e paesi, creando così un effetto a catena che va a vantaggio di tutti.

Le riforme in materia di parità di genere

In tale ottica, vanno viste le numerose iniziative e riforme d’impegno in materia. La prima riguarda la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, adottata nel 1979, che mira a eliminare le discriminazioni contro le donne e a garantire la parità tra donne e uomini. La successiva riforma riguarda la Carta Sociale Riveduta del 1996, in cui vengono fissati diritti ritenuti fondamentali di autonomia, pari opportunità e affermazione per i cittadini dell’Unione Europea. Un altro importante traguardo riguarda il Trattato di Amsterdam, in cui vengono difese le pari opportunità tra uomini e donne, si contrastano gli effetti negativi della globalizzazione e si avvia una maggiore trasparenza nei negoziati economici nell’UE. Infine, il Trattato di Lisbona in cui si qualifica e si dà un valore giuridico vincolante alla parità tra donne e uomini ritenuto come uno dei cinque valori fondanti dell’Unione Europea.

I risvolti della pandemia da Covid-19

Nonostante le importanti riforme susseguitesi nel tempo, la situazione già precaria è stata ulteriormente aggravata dalla pandemia da Covid-19, provocando una ricaduta sociale ed economica sull’uguaglianza di genere con una conseguente crescita della violenza sulle donne e un aumento della perdita di lavoro.
In risposta alle crisi economiche e sociali, l’Unione Europea ha creato il Next Generation EU (NGEU), ovvero, un programma di investimenti per lo sviluppo di alcune tematiche di particolare interesse – tra cui la digitalizzazione, l’innovazione, la competitività, l’inclusione e la coesione – per la ripresa degli Stati membri, con l’obiettivo di ottenere una maggiore equità di genere e contrastare l’esclusione sociale e le disuguaglianze

Next Generation EU: l’Italia è il primo Stato beneficiario

Tra i paesi destinatari, l’Italia è il primo Stato beneficiario dei principali strumenti messi in atto dal NGEU. Il programma prevede due strumenti: il Pacchetto di Assistenza alla ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa e il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF). Quest’ultimo, della durata di sei anni, garantisce risorse per 191,5 miliardi, di cui 68,9 miliardi a fondo perduto. Il Bel Paese per poter beneficiare delle risorse date dal RRF ha presentato un pacchetto di investimenti e riforme denominato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che si articola in sei Missioni e 16 Componenti.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: gli investimenti rivolti alle imprese per favorire la parità di genere

Risulta di particolare interesse la sezione attribuita al raggiungimento della parità di genere. Nel PNRR, sono stati messi in atto due piani di investimento:

  1. il primo, che riguarda la creazione di imprese femminili con un totale di risorse di 400 milioni;
  2. il secondo, che tratta il sistema di certificazione della parità di genere (Missione 5 – “Inclusione e coesione”), con un budget pari a 1 milione di euro.

Investendo sulle imprese, il Piano punta ad innalzare i livelli di partecipazione delle donne all’interno del mercato del lavoro attraverso il riadattamento degli strumenti di sostegno attuali, la realizzazione di progetti innovativi con prevalente partecipazione femminile e alla creazione di un clima più favorevole attraverso azioni mirate di valorizzazione delle imprese di donne.

Mentre con l’investimento per la creazione di un Sistema nazionale di certificazione della parità di genere, il PNRR si prefissa di incentivare le aziende a ridurre i gap di genere nella gestione del proprio business soprattutto nelle aree considerate più critiche come l’opportunità di crescita, la tutela della maternità e della parità salariale. Questo sistema di certificazione sarà applicabile alle aziende di tutte le dimensioni, ma nella fase sperimentale, fino al Q2 2026, si agevoleranno le imprese di medie, piccole e micro-dimensioni con dei servizi di accompagnamento e assistenza.

Fonti:

  • Italia domani, Piano Nazionale Di Ripresa e Resilienza #NEXTGENERATIONITALIA, 2021.
  • Bazzocchi V, Lucati I. Parità di genere nell’UE e riflessi nell’ordinamento italiano, Europeansrights.eu, 2007.
  • World Health Organization. Promoting gender equality to prevent violence against women, 2009.
  • VV. The impact of Covid-19 on gender equality, working paper 26947, 2009.