Rating ESG + Bilanciarsi

Sempre più spesso sentiamo parlare, soprattutto in ambito finanziario, dell’importanza e del ruolo centrale che hanno le imprese nel creare un valore duraturo e sostenibile nel tempo, in grado di impattare positivamente su ambiente e società.

A seguito dell’emergenza sanitaria, della crisi economica e del cambiamento climatico (che si sta manifestando sempre più pesantemente) il ruolo delle imprese si è ancor più evidenziato. Le azioni compiute da queste ultime hanno un impatto sull’ambiente e sulle persone e non possono più non essere monitorate e documentate all’esterno.

Ecco che, in questo caso, il Rating ESG si traduce come un valido alleato. Ma di cosa si tratta nello specifico?

Il Rating ESG

Il Rating ESG è un giudizio sintetico rilasciato da centri di ricerca specializzati, in grado di certificare la solidità di una azienda rispetto a problematiche ambientali, sociali e di governance. È quindi nato, soprattutto a seguito della crescente richiesta di investimenti socialmente responsabili, per rispondere all’esigenza di ricercare degli indicatori atti ad attestare la Sostenibilità e per consentire agli investitori di orientarsi all’interno del mercato.

Tutto ciò ha infatti scaturito una forte accelerazione di capitali verso società più attente nei confronti dell’ambiente e dei diritti umani/ del lavoratore.

L’acronimo “ESG” indica, infatti, i tre fattori centrali (o macro-temi) su cui si basa la Sostenibilità:

  • Environmental (ambiente);
  • Social (sociale);
  • Governance (gestione aziendale ispirata a buone pratiche e a principi etici).

 


L’Osservatorio ESG de Il Sole 24 Ore

A tal proposito, l’Osservatorio ESG de Il Sole 24 Ore ha svolto un’indagine sulla situazione ESG nelle piccole e medie società italiane quotate in Piazza Affari e sul mercato Aim[1].

Per ognuna di queste, sono stati comparati i dati relativi ad Ambiente, Sociale, Governance e Prodotto, per gli anni 2020 e 2019.

Dai dati, si può evincere che nel 2020, rispetto al 2019, ci sono stati molteplici progressi da parte delle imprese in ambito ESG e, inoltre, nel 2020 è stato coinvolto un maggior numero di imprese (n° ESG 2019: 68 su 289 imprese – n° ESG 2020: 115 su 305 imprese).

  • Ambiente

Per quanto riguarda la sezione Ambiente, dove viene individuata la struttura realizzata dall’azienda per rispettare l’ambiente, l’indagine ha evidenziato gli obiettivi e l’analisi degli impatti generati. Spiccano tra tutti il numero di imprese che nel 2020 hanno adottato una policy ambientale: 80 rispetto alle 46 nel 2019; e che si sono impegnate verso una maggiore efficienza energetica: 73 rispetto a 47 nel 2019. Seppur lieve, sono in aumento anche l’utilizzo di energie rinnovabili e l’impegno nella riduzione delle emissioni GHG (Green House Gas). In quanto alla definizione di target, obiettivi e scadenze ambientali sia nel 2019 che nel 2020 non c’è stata una significativa evoluzione ma anzi, sono più le imprese che si astengono.

  • Sociale

La seconda sezione analizzata, il Sociale, include le politiche di genere, i diritti umani, gli standard lavorativi e i rapporti con la comunità civile. Anche qui, come per la sezione Ambiente, poche imprese, sia per il 2019 che per il 2020, si sono poste dei target, obiettivi e scadenze (2020: 35 “sì” e 80 “no”; 2019: 15 “sì” e 53 “no”); mentre invece l’impegno a garantire le pari opportunità ha subito un’impennata nel 2020, con 106 imprese che hanno comunicato di essere attive su questo fronte (63 nel 2019). Altra importante crescita, della stessa portata, si è verificata per quanto riguarda l’impegno a garantire il rispetto dei diritti umani: sono 104 le imprese propense nel 2020 rispetto alle 63 nel 2019. Infine, anche l’impegno verso lo sviluppo di carriera e nel favorire la maternità sono in aumento.

  • Governance

La terza sezione riguarda la Governance, dove si sono monitorati i processi e i sistemi dell’azienda che concorrono ad una efficace gestione. Nello specifico, l’indagine si è condotta sulla percentuale di donne presente fra dirigenti e manager ed è risultato che nel 2020 una sola impresa prevede una percentuale tra il 70 e l’80%; 4 imprese tra il 60 e il 70%; 1 impresa tra il 50 e 60%; 9 imprese tra il 40 e il 50%; 13 imprese tra il 30 e il 40%; 16 imprese tra il 20 e 30%; 24 tra il 10 e il 20% ed infine, 47 aziende tra lo 0 e il 10%. Nel 2019 non era presente nessuna impresa che prevedesse una percentuale di donne fra dirigenti e manager tra il 70 e l’80%. In quanto alla presenza di donne nel CDA molte imprese nel 2020, rispetto all’anno precedente, hanno previsto una % maggiore (es. nel 2019 erano 28 le imprese che prevedevano una % tra il 30 e il 40; nel 2020 il numero delle imprese è salito a 39). Stesso aumento si è verificato per la % di membri indipendenti nel CDA.

  • CSR Manager

Inoltre, anche l’assegnazione della figura incaricata di CSR è stata indagata, ma senza ottenere dati troppo positivi, infatti rimangono in maggioranza le imprese che non la prevedono. Stessa cosa anche per la previsione di una remunerazione legata a risultati in ambito sociale e ambientale. Di contro invece, la previsione di Comitati per le scelte di remunerazione del consiglio di amministrazione e top management è in aumento per il 2020 rispetto al 2019 (72 imprese nel 2020 contro le 57 del 2019). Anche la pratica del Whistleblowing ha subito un importante incremento nel 2020 con 93 imprese contro le 55 nel 2019.

  • Prodotto

Da ultimo, la quarta sezione è dedicata al Prodotto. Sono state quindi analizzate le tipologie di prodotto e/o i servizi che l’azienda crea e il valore sostenibile che questi stessi generano. Molte più imprese hanno investito nel 2020 in ricerca e sviluppo rispetto al totale dei ricavi: sono 103 le aziende che hanno investito tra lo 0 e il 10% (58 nel 2019); 7 tra il 10 e il 20% (8 nel 2019); 4 tra il 20 e il 30% (1 nel 2019) e, infine, 1 sola impresa tra il 60 e 70% (nessuna nel 2019).

Sempre in riferimento alla sezione dei Prodotti, seppur il numero di imprese coinvolte in queste attività è aumentato rispetto al 2019, i prodotti imballati con materiali ecocompatibili ed il monitoraggio della catena di fornitura per verificarne la sostenibilità continuano a non essere abbastanza.


[1] Il Sole 24 Ore – Osservatorio ESG, “Indagine sulla situazione della Sostenibilità (Ambiente, Sociale, Governance e Prodotto) nelle piccole e medie società italiane quotate a Piazza Affari e sul mercato Aim”, https://www.ilsole24ore.com/sez/sostenibilita/osservatorio.

 

 


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